Google AI Mode: cosa cambia? 6 Aspetti da Considerare

Google AI Mode rivoluziona l’esperienza di ricerca trasformandola in un dialogo intelligente e personalizzato, grazie all’integrazione del modello Gemini e alla tecnica del query fan-out. Questo cambiamento richiede una nuova visione della SEO, incentrata su contenuti strutturati, autorevoli e ottimizzati per l’IA. Con funzionalità avanzate come lo shopping guidato e risposte conversazionali, AI Mode impone un’evoluzione verso strategie di Generative Engine Optimization e visibilità “a livello di passaggio”.

Il panorama della ricerca online sta subendo una trasformazione significativa, e Google è all’avanguardia di questo cambiamento. Durante il recente Google I/O 2025, la conferenza annuale di Google, è stata annunciata una moltitudine di novità legate all’Intelligenza Artificiale. Tra queste, spicca in particolare Google AI Mode, che rappresenta il passaggio definitivo e completo di Google all’integrazione dell’intelligenza artificiale nel suo motore di ricerca.

Cos’è Google AI Mode?

Google AI Mode è un’evoluzione sostanziale dell’esperienza di ricerca, nata dall’integrazione e miglioramento di funzionalità AI preesistenti.

  • Evoluzione da AI Overview: Google AI Mode non è semplicemente un’evoluzione della casella di riassunto “AI Overview” che compariva in cima ai risultati di ricerca. È una vera e propria nuova schermata di ricerca che offre un’interazione più profonda e conversazionale. Le AI Overviews, ora disponibili in oltre 200 Paesi e 40+ lingue, offrono risposte sintetiche e precise, spesso senza che l’utente debba cliccare sui siti. AI Mode va oltre, puntando su risposte personalizzate, ragionate e dialoghi continui.
  • Un Ibrido Potente: Google AI Mode può essere vista come un ibrido tra l’esperienza di riassunto di AI Overview, l’esperienza conversazionale di un chatbot come Gemini, e la capacità di ricerca approfondita (Deep Research). L’obiettivo è fornire risposte complete e dialogate direttamente nella pagina dei risultati.
  • Cambio nel Comportamento di Ricerca: Google ha osservato un cambiamento radicale nel modo in cui le persone cercano informazioni. Non si cercano più solo “keywords” brevi e dirette, ma si digitano frasi complete, si chiedono “piccoli task” e si pretendono risposte conversazionali. Questo cambiamento è stato in gran parte influenzato da strumenti come ChatGPT. Google AI Mode risponde a questa nuova esigenza, permettendo agli utenti di porre domande complesse e sfumate.
  • Motivazioni di Google: Questo “all-in” sull’IA da parte di Google è anche una risposta alla crescente pressione di concorrenti come Perplexity e ChatGPT, che stanno sempre più insidiando il settore della ricerca.

Come Funziona Google AI Mode (e come Funzionerà)

AI Mode sfrutta tecnologie avanzate per fornire risposte rapide e pertinenti.

  • Tecnologia Sottostante: Utilizza una versione personalizzata di Gemini 2.5 (o 2.0 a seconda delle fonti) per le sue capacità avanzate di ragionamento, pensiero e multimodalità. Google rivendica un vantaggio di “freschezza d’indice” rispetto ad altri LLM concorrenti grazie alla sua infrastruttura Caffeine e allo streaming crawling.
  • Approccio “Query Fan-out”: Il cuore del suo funzionamento è una tecnica chiamata “query fan-out”. Questo significa che, quando inserisci una query, Google AI Mode la scompone in molteplici ricerche correlate (sotto-query) che vengono eseguite contemporaneamente su diverse fonti e centinaia di siti web (es. otto ricerche su 150 siti per una singola query complessa). I risultati vengono poi aggregati per fornire una risposta chiara e comprensibile. Questo processo rispecchia il modo in cui gli umani pensano, scomponendo una domanda in parti e assemblando le migliori informazioni.
  • Risposte Conversazionali e Fonti: I risultati sono presentati in un formato che ricorda una conversazione, con la possibilità di porre domande di follow-up. È fondamentale notare che Google AI Mode cita sempre le fonti da cui ha tratto le informazioni, con link diretti ai siti web originali. In media, AI Mode cita 12-13 URL, ma solo tre link rimangono “above the fold”.
  • Disponibilità Attuale:
    • Al momento (Maggio 2025), AI Mode è stato annunciato al Google I/O ed è disponibile negli Stati Uniti (senza la necessità di accesso ai Labs).
    • Per accedervi al di fuori degli USA, molti utenti utilizzano una VPN per simulare una connessione dagli Stati Uniti.
    • Attualmente, la funzionalità opera principalmente in lingua inglese. Tuttavia, Google ha annunciato che sarà rilasciata in 45-50 lingue “a brevissimo”.
  • Funzionalità Multimodali: Google AI Mode permette di cercare non solo digitando, ma anche parlando, scattando una foto o caricando un’immagine, comprendendo la domanda in profondità grazie alle sue capacità multimodali avanzate (integrando Google Lens e Project Astra).

Funzionalità Future e Potenziali Sviluppi

Google sta lavorando a ulteriori miglioramenti e nuove capacità per Google AI Mode:

  • Deep Search: Si prevede l’evoluzione verso una “Deep Search” più completa, che considererà centinaia di pagine web per produrre report dettagliati e completamente citati.
  • Integrazione Shopping: Google AI Mode mira a rivoluzionare l’esperienza di acquisto. Sarà in grado di fornire raccomandazioni di prodotti basate su preferenze specifiche, tracciare i prezzi, inviare notifiche quando il prezzo scende sotto una certa soglia e persino consentire l’acquisto diretto dalla notifica. Ne abbiamo parlato anche nel nostro approfondimento su come l’AI sta trasformando lo shopping online secondo Google I/O 2025, con esempi concreti e analisi delle implicazioni per l’e-commerce.” Una funzionalità sperimentale chiamata “Try On” permetterà di “provare” virtualmente prodotti (come una giacca) caricando una propria foto, mostrando come apparirebbe l’articolo.
  • Agent Capabilities: Google AI Mode potrà eseguire “task” che connettono molteplici siti, come acquistare biglietti per eventi o ordinare ingredienti per una ricetta, senza dover lasciare la pagina di ricerca. Google sta collaborando con piattaforme come Ticketmaster, StubHub, Resy e Vagaro per queste integrazioni.
  • Search Live: Una funzionalità che permetterà di collaborare in tempo reale con l’IA su progetti specifici [Non nelle fonti, ma una funzione che Google ha menzionato in passato].
  • Personalizzazione Profonda: A lungo termine, Google prevede che AI Mode potrà attingere ai dati del tuo account Google (cronologia delle ricerche, calendario, chat) per offrire suggerimenti estremamente personalizzati per eventi, ristoranti o pianificazione di viaggi, previo consenso.

Implicazioni per la SEO: Sfide e Opportunità

L’introduzione di Google AI Mode comporterà cambiamenti significativi nel mondo della SEO. Non si tratta di una “nuova disciplina” da padroneggiare, ma di un “livello aggiuntivo” da applicare alle fondamenta esistenti di una buona SEO. L’obiettivo principale rimane lo stesso: creare contenuti di alta qualità, pertinenti e affidabili che rispondano in modo esaustivo alle domande degli utenti. La differenza è che ora dobbiamo anche “parlare” al linguaggio dell’IA, ottimizzando per la sua comprensione della semantica, della struttura e dell’autorità. Questo nuovo approccio è spesso definito Generative Engine Optimization (GEO) o Answer Engine Optimization (AEO).

Ecco le principali complicazioni e le strategie per affrontarle:

  • 1. Contenuto: Dalla Keyword alla Conversazione Approfondita
    • Qualità e Profondità (E-E-A-T): I contenuti generici o “thin” saranno sempre meno utili. L’IA favorisce contenuti approfonditi, chiari, ben contestualizzati e, soprattutto, che dimostrino esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità (E-E-A-T). È fondamentale mostrare esperienza di prima mano, citare fonti autorevoli, dati originali, insight e casi studio. L’IA ha difficoltà a produrre contenuti emotivi, personalizzati o di ricerca all’avanguardia, che richiedono il tocco umano.
    • Struttura del Contenuto: L’IA, come gli utenti umani, apprezza i contenuti ben strutturati. Utilizza una chiara gerarchia di titoli (una sola H1, seguita da H2, H3 per porre e rispondere a domande specifiche), elenchi puntati o numerati (facili da citare verbatim per l’IA; il 78% degli AI Overviews contiene liste), e tabelle per dati comparativi. Le FAQ (Domande Frequenti) sono cruciali perché l’IA può estrarre risposte concise e dirette. I paragrafi dovrebbero essere brevi (idealmente 3-4 frasi o meno di 90 parole), con una sola idea chiave. Le risposte dirette dovrebbero essere posizionate strategicamente all’inizio del contenuto.
    • Ricchezza Semantica e Topic Clusters: Invece di ripetere la stessa parola chiave, usa una varietà naturale di termini, concetti ed entità correlati. Questo crea una “rete semantica” che l’IA comprende meglio. Sviluppare “topic clusters” – cioè coprire un argomento da ogni angolazione con contenuti interconnessi – è cruciale. Questo riflette il meccanismo di “query fan-out” dell’IA e aumenta le possibilità che più parti del tuo sito vengano citate come fonti. Le ricerche long-tail (più di sei parole) generano spesso risposte AI, quindi ottimizzare per query complesse e conversazionali è fondamentale.
    • Contenuto Personalizzato: Creare landing page di nicchia per catturare query di ricerca molto specifiche e personalizzate [Non nelle fonti, ma è un’inferenza logica basata sulla personalizzazione dell’AI].
    • Aggiornamenti Frequenti: Aggiornare gli articoli chiave almeno una volta all’anno (idealmente ogni 90 giorni) e usare timestamp visibili per la freschezza del contenuto.
  • 2. Visibilità e Traffico: Un Nuovo Paradigma
    • Potenziale Calo del Traffico Organico: La possibilità che l’IA fornisca risposte dirette potrebbe ridurre il numero di clic sul tuo sito web. Il fenomeno “zero-click” potrebbe superare il 70% entro il 2025. Alcuni studi indicano cali di CTR organico dal -15% al -56% quando compaiono blocchi generativi.
    • Misurazione Complicata: Le risposte di Google AI Mode sono dinamiche e possono variare in base alla personalizzazione dell’utente, rendendo più difficile il tracciamento tradizionale del ranking. Sebbene Search Console ora includa impression e click da AI Mode, mancano filtri dedicati, rendendo difficile l’analisi specifica. I click da AI Mode ereditano la sorgente google / organic, complicando l’attribuzione. Occorre segmentare URL con UTM custom per differenziare le sessioni provenienti da AI Mode.
    • Rilevanza del Brand e Nuove Metriche: Essere riconosciuti come una fonte di informazioni di alta qualità e fiducia è più importante che mai. La misurazione delle menzioni del brand o del prodotto da parte dell’IA (“citation”) diventerà un KPI fondamentale. Anche l’engagement, il tempo sulla pagina e le conversioni sono metriche più significative dei semplici click. L’AI valorizza la visibilità, anche senza click diretti.
  • 3. SEO Tecnica: Fondamenta Essenziali
    • Crawlabilità e Indicizzabilità: Assicurati che il tuo file robots.txt non blocchi i crawler dei modelli AI come OpenAI’s GPT bot, Google’s crawlers (inclusi Google-Extended) e Microsoft’s Bingbot (dato che ChatGPT usa l’indice di Bing). Le pagine devono essere indicizzabili e caricarsi correttamente. Utilizza sitemap XML per aiutare Google a scoprire i contenuti.
    • Contenuto in HTML: Le informazioni chiave devono essere facilmente accessibili in formato HTML testuale, non nascoste dietro JavaScript o incorporate in immagini/video. Utilizza sempre alt text descrittivi per le immagini e trascrizioni per i video.
    • Struttura del Sito e Velocità: Una gerarchia del sito chiara e logica aiuta l’IA a comprendere l’importanza dei tuoi contenuti. I contenuti più preziosi dovrebbero essere raggiungibili con pochi clic dalla homepage, e l’internal linking deve essere descrittivo e logico. Un sito veloce, sicuro e mobile-friendly è la base imprescindibile per essere considerato una fonte di qualità.
    • Schema Markup: Implementare lo schema markup (es. OrganizationProductHowToFAQArticleEventRecipeReviewLocalBusinessPerson) è fondamentale. Questo “vocabolario” invisibile agli umani ma leggibile dai motori di ricerca e dall’IA, indica con precisione il tipo di informazione che stai presentando, aumentando le probabilità di comparire nei “rich results” e nelle risposte AI. I modelli AI come Gemini si basano su pagine ricche di schema per affinare le loro risposte. Validare sempre lo schema con strumenti come il Rich Results Test di Google.
    • llms.txt (Facoltativo): Questo è un file di testo in formato Markdown che propone di fornire ai modelli di linguaggio una panoramica strutturata e semplificata dei contenuti più rilevanti del sito. Funziona come una “mappa concettuale” per le AI, aiutandole a comprendere la struttura e i contenuti chiave, riducendo gli elementi di disturbo. Sebbene sia una proposta interessante per l’interazione tra AI e contenuti web, al momento nessun fornitore importante di LLM (nemmeno Google) lo supporta ufficialmente. La sua adozione è inferiore all’1% tra i 1000 siti più importanti. Tuttavia, è facile da implementare e non comporta rischi.
    • Snippet Control (nosnippet e max-snippet): È possibile limitare gli estratti generativi utilizzando max-snippet:120 (o 160) per forzare l’interruzione del paragrafo e stimolare il click-through, o nosnippet per bloccare l’uso del testo come input generativo. Questi tag funzionano anche per Google AI Mode.
  • 4. Autorità e Fiducia: Costruire la Credibilità Digitale
    • Segnali E-E-A-T Off-Site: È cruciale costruire backlink di qualità da siti rispettati, ottenere menzioni di brand in pubblicazioni di settore, community, forum e social, e ricevere recensioni positive. Questo invia potenti segnali di fiducia all’IA. La costruzione di un marchio riconoscibile è un segnale diretto di autorità.
    • Presenza su Directory e Database: Avere una presenza su directory come Google My Business (ora Google Business Profile), Yelp, LinkedIn e database di settore (es. Wikipedia, Wikidata) aumenta la probabilità che il tuo brand venga campionato dagli LLM e incluso nei pannelli della conoscenza. Le ricerche locali rimangono relativamente protette, con AI Mode che attinge direttamente da Google Business Profile.
    • Focus sulla Topical Authority: Coprire in modo esaustivo tutti gli aspetti della tua nicchia di mercato, rispondendo a un ampio spettro di domande del tuo pubblico, è il modo migliore per costruire autorità. Questo, a sua volta, genera naturalmente menzioni e backlink, rafforzando la tua presenza nell’IA.
    • Autorialità: Curare l’autorship con biografie dettagliate e credenziali è fondamentale. Google non consiglia di listare l’AI come autore del contenuto.
  • 5. Pubblicità in AI Mode
    • È importante sapere che Google ha già annunciato che sta testando la visualizzazione di annunci all’interno di Google AI Mode. Le campagne Performance Max (PMax) e Search con corrispondenza ampia, comprese quelle con campagne di ricerca basate sull’AI, saranno eleggibili per apparire in Google AI Mode. Questo riduce ulteriormente lo spazio organico ma apre nuove opportunità per la pubblicità a pagamento. Le strategie SEO dovranno integrarsi con il PPC per presidiare la sezione sponsorizzata del dialogo.
  • 6. Contenuti Interattivi e Multimediali
    • contenuti multimediali di alta qualità (immagini originali, infografiche, video, caroselli, quiz, strumenti interattivi) migliorano l’engagement e la capacità dell’AI di interpretarli e citarli. L’AI valorizza i formati diversificati. I video, specialmente su YouTube, sono sempre più citati.
    • L’interazione prolunga il tempo di permanenza sulla pagina e riduce il tasso di rimbalzo, segnali apprezzati da Google e AI. I contenuti interattivi possono anche raccogliere dati preziosi sugli utenti e migliorare la memorizzazione del brand.

Se hai un sito web già ben indicizzato e vuoi prepararlo per l’AI Mode di Google, ecco 10 azioni pratiche e prioritarie da intraprendere:

  1. Riprogettare i Contenuti per l’AI e l’Intento Conversazionale: Invece di concentrarti su singole parole chiave, crea contenuti che rispondano in modo esaustivo a tutte le possibili domande dell’utente su un argomento specifico (adottando un approccio di “topic clustering” e “pillar pages”). Per facilitare l’estrazione da parte dell’AI, scrivi contenuti “answer-first”, con paragrafi brevi (idealmente ≤ 90 parole), e utilizza elenchi puntati, numerati e tabelle riassuntive. L’AI Mode utilizza una tecnica di “query fan-out” che scompone le domande complesse in sub-query, quindi i tuoi contenuti dovrebbero essere in grado di rispondere a “cluster di intenti”.
  2. Potenziare l’E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness): Questo framework è fondamentale per la valutazione della qualità dei contenuti da parte dell’AI. Includi biografie dettagliate per gli autori con credenziali e collegamenti a profili professionali come LinkedIn. Mostra l’esperienza diretta attraverso case study, test di prodotti e dati originali. Cita sempre fonti autorevoli e studi recenti e garantisci trasparenza con informazioni di contatto chiare e privacy policy.
  3. Implementare e Validare lo Schema Markup in modo Esaustivo: I dati strutturati (Schema.org) agiscono come un “linguaggio nascosto” che comunica direttamente con gli algoritmi AI, migliorando la comprensione del tuo contenuto. Dai priorità a tipi di schema rilevanti come ProductHowToFAQPageOrganizationArticleReviewLocalBusinessEventRecipePerson. È cruciale validare il codice schema con strumenti come il Rich Results Test di Google per assicurarti che corrisponda al contenuto visibile.
  4. Assicurare un’Eccellente Esperienza di Pagina (Core Web Vitals) e Ottimizzazione Mobile-First: La velocità di caricamento (puntando a meno di 2.5 secondi) e la perfetta compatibilità mobile sono fattori critici che influenzano l’inclusione dei contenuti nelle risposte AI. Google pone grande enfasi su un’esperienza utente positiva, e la maggior parte delle citazioni in AI Overview proviene da traffico mobile.
  5. Garantire Massima Crawlability e Indexability per i Bot AI: Verifica che il tuo file robots.txt sia configurato per essere permissivo per i crawler AI, inclusi Google-Extended. È fondamentale evitare blocchi JavaScript pesanti che possono impedire ai bot AI di accedere e interpretare correttamente il contenuto. Le pagine devono essere facilmente raggiungibili e indicizzabili per essere considerate dall’AI.
  6. Aumentare le Menzione del Brand e la Reputazione Online: L’AI valuta la reputazione del brand in base alle menzioni sul web. Concentrati sulla Digital PR e ottieni citazioni da fonti autorevoli. Costruire una presenza su piattaforme UGC (User Generated Content) come Reddit e YouTube è particolarmente efficace, poiché l’AI vi attinge frequentemente per le risposte.
  7. Integrare Contenuti Multimediali e Interattivi: L’AI è multimodale, quindi integrare immagini di alta qualità con alt text descrittivivideo (specialmente su YouTube), infografiche, caroselli, quiz e strumenti interattivi può migliorare l’engagement e aumentare le probabilità di citazione. I video pratici e tutorial sono particolarmente efficaci.
  8. Controllare gli Snippet con max-snippet e nosnippet: Per le pagine ad alto valore o con paywall, puoi utilizzare questi meta tag per controllare la lunghezza degli estratti generati dall’AI, potenzialmente incentivando il click-through per il contenuto completo. L’opzione nosnippet blocca l’uso del testo come input generativo. Questi attributi sono applicabili a web search, Images, Discover, AI Overviews e AI Mode.
  9. Ottimizzare per la SEO Locale e Google Business Profile: Le ricerche locali rimangono relativamente protette in Google AI Mode, che attinge direttamente da Google Business Profile (GBP) per citare informazioni come nome, indirizzo, telefono (NAP) e recensioni. Mantenere il tuo GBP completo, aggiornato e con molte recensioni positive è vitale per la visibilità locale.
  10. Ridefinire i KPI e Monitorare le Performance AI: Sposta il focus da soli click e traffico a metriche qualitative come impression, menzioni del brand, engagement (tempo sulla pagina, tasso di rimbalzo, interazioni utente) e conversioni. Poiché Google Search Console aggrega i dati di AI Mode con quelli tradizionali, utilizza strumenti di terze parti (come Semrush, Ahrefs, AI Monitor) o UTM personalizzati per segmentare il traffico e ottenere una migliore attribuzione.

Conclusione

L’AI Mode di Google non è la “morte della SEO”, ma piuttosto la sua evoluzione. L’obiettivo principale rimane lo stesso: creare contenuti di alta qualità, pertinenti e affidabili che rispondano in modo esaustivo alle domande degli utenti. La differenza è che ora dobbiamo anche “parlare” al linguaggio dell’IA, ottimizzando per la sua comprensione della semantica, della struttura e dell’autorità.

Il futuro della ricerca è conversazionale e personalizzato. Per garantire che la tua attività rimanga visibile e rilevante, è fondamentale adattare la tua strategia SEO per soddisfare le esigenze di Google AI Mode, passando da una logica di “ranking di pagina” a una di “passage-level citation“. Questo richiede un focus su entità, struttura dei dati, segnali E-E-A-T, monitoraggio di nuovi KPI di visibilità e collaborazione con il paid media.

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