Da settembre 2026 chi gestisce campagne Search con Dynamic Search Ads, asset creati automaticamente o broad match a livello di campagna non avrà più scelta: Google le convertirà in automatico ad AI Max. Non è un rebranding cosmetico. È la fine di un modo di impostare le campagne Search che esisteva da anni, e l’inizio di un altro che va capito prima che arrivi da solo nel tuo account.
AI Max Google Ads è uscito dalla fase beta ad aprile 2026, dopo un anno e mezzo di test. Google dichiara che le campagne che lo usano con la suite completa di funzionalità ottengono in media il 7% in più di conversioni o di valore di conversione, a parità di CPA o ROAS, rispetto a chi si limita al solo search term matching. Il dato viene da un’analisi interna di Google su scala globale, quindi va preso come indicazione di tendenza più che come promessa garantita per ogni account. Ma la direzione è chiara, ed è la stessa da tempo: automazione crescente dentro le campagne Search, con meno leve manuali da girare a mano.
In questa guida vediamo cos’è davvero AI Max Google Ads, come funziona nel dettaglio, cosa lo distingue da Performance Max e come attivarlo senza perdere il controllo che avevi con le parole chiave classiche. Tra le novità Google Ads 2026, è probabilmente quella con l’impatto più diretto su chi gestisce campagne ogni giorno.
Cos’è AI Max Google Ads
AI Max è un livello di intelligenza artificiale che si applica sopra le campagne Search tradizionali. Non sostituisce le tue campagne, le tue parole chiave o i tuoi gruppi di annunci: li affianca. Mantieni la struttura che conosci, ma Google aggiunge tre capacità automatiche sopra quella struttura: espansione delle query oltre l’elenco di keyword, generazione di varianti creative a partire dai tuoi annunci esistenti, e instradamento più preciso verso la pagina di destinazione più pertinente per ogni singola ricerca.
È il tentativo più deciso di Google di portare dentro le campagne Search la logica di automazione che finora era territorio di Performance Max, senza però toglierti il controllo a livello di parola chiave. Per chi ha investito anni nella costruzione di liste di keyword segmentate, è un cambio di paradigma non da poco.
Il nome nasce da un doppio significato voluto: massimizzare le performance e portare l’intelligenza artificiale (AI) al massimo delle sue possibilità dentro un formato che gli inserzionisti già conoscono.
Come funziona: search term matching e ottimizzazione degli asset
Google Ads AI Max si basa su due funzionalità principali, attivabili insieme o separatamente a livello di gruppo di annunci o di campagna.
Search term matching
Quando attivi AI Max, il search term matching parte in automatico (puoi disattivarlo per singolo gruppo di annunci nelle impostazioni). Il sistema espande le tue keyword esistenti usando broad match e una tecnologia che non richiede keyword predefinite, imparando dai tuoi annunci, dalle tue creatività e dalle URL che già usi. L’obiettivo è intercettare query pertinenti che con un elenco di parole chiave classico semplicemente non avresti mai visto, e quindi conversioni che finora ti stavano sfuggendo.
A differenza della semplice broad match, qui hai controlli nuovi: le “locations of interest” ti permettono di raggiungere utenti in base all’intento geografico anche nei match senza keyword, e i controlli di brand (a livello di campagna e di gruppo di annunci) ti permettono di scegliere con quali marchi vuoi che i tuoi annunci siano associati, o di escluderne altri.
Ottimizzazione degli asset
La seconda gamba di AI Max è un pannello di impostazioni a livello di campagna che comprende due elementi: la personalizzazione del testo (l’evoluzione di quelli che prima si chiamavano asset creati automaticamente) e l’espansione dell’URL finale. La prima genera copy pubblicitario su misura combinando i tuoi testi esistenti, i contenuti della landing page e l’intelligenza artificiale generativa. La seconda manda il traffico verso la pagina del tuo dominio che il sistema prevede performerà meglio per quella specifica query, mantenendo comunque coerenza tematica con il gruppo di annunci.
Le due cose sono collegate: l’espansione dell’URL richiede che la personalizzazione del testo sia attiva, proprio per garantire che l’annuncio corrisponda sempre al contenuto della pagina a cui punta.
Sul fronte reportistica, il report dei termini di ricerca ora mostra “AI Max” come nuovo tipo di corrispondenza, con una colonna che spiega se il match è arrivato da espansione broad match o da corrispondenza senza keyword. Anche i report su keyword, landing page e asset hanno righe dedicate per capire quanto di preciso sta contribuendo l’automazione.
Performance Max vs AI Max: le differenze che contano
Il confronto Performance Max vs AI Max è quello che genera più confusione, perché entrambi promettono automazione e più risultati con meno lavoro manuale. Ma nascono per problemi diversi.
Performance Max è un tipo di campagna a sé stante. Da un unico pool di asset, decide autonomamente su quali canali comparire: Ricerca, Shopping, Display, YouTube, Discover, Maps e Gmail. Tu imposti l’obiettivo, il sistema sceglie dove e come raggiungerlo. Funziona meglio con un catalogo prodotti solido, una libreria di asset creativi ricca (immagini, video, testi) e uno storico di conversioni consistente.
AI Max Google Ads resta invece dentro il canale Search. Non decide dove comparire: espande quanto già stai facendo su Ricerca. Non ti serve un pacchetto di immagini o video, bastano gli annunci di testo che hai già. Il controllo sul canale rimane tuo, quello che cambia è quanto in profondità il sistema può spingersi nell’interpretare l’intento di chi cerca.
In pratica: se vuoi delegare a Google la scelta dei canali e hai gli asset per farlo, Performance Max resta la strada. Se vuoi restare su Search ma senza perdere query valide per un elenco di keyword troppo rigido, AI Max è lo strumento pensato apposta per questo. Molte aziende, soprattutto quelle B2B o con cicli di vendita lunghi, finiscono per usarli in parallelo: Performance Max per la copertura multicanale, AI Max per affinare quello che già funziona nella ricerca a pagamento. Chi imposta oggi campagne Google Ads AI Max lo fa proprio per questo motivo: ottenere più query pertinenti senza rinunciare al controllo sul canale Ricerca.
Google Ads 2026: le novità che riguardano tutti gli account
Le campagne intelligenti Google 2025 avevano già introdotto le basi di questo sistema in versione beta, un passaggio che si inserisce in le nuove funzionalità AI di Google Ads arrivate negli ultimi anni. Nel 2026 la situazione è cambiata su più fronti, ed è per questo che conviene occuparsene ora e non aspettare.
Ad aprile 2026 AI Max è uscito ufficialmente dalla beta, con miglioramenti nella qualità di targeting e creatività. Sono arrivate due funzionalità pensate per chi opera in settori regolamentati: i disclaimer testuali, che garantiscono la presenza di testi obbligatori per legge anche quando è attiva l’espansione dell’URL finale (prima le due cose non erano compatibili), e l’AI Brief, un riepilogo pensato per capire più rapidamente cosa sta ottimizzando il sistema.
Google ha esteso AI Max anche a Shopping e ai formati per il settore travel, portando la stessa logica di automazione oltre le campagne Search pure.
La novità più operativa riguarda però le tempistiche. Da settembre 2026 tutte le campagne che usano ancora Dynamic Search Ads, asset creati automaticamente o l’impostazione di broad match a livello di campagna verranno aggiornate in automatico ad AI Max, mantenendo le impostazioni esistenti dove possibile. Dopo quella data non sarà più possibile creare nuove campagne Dynamic Search Ads, né da interfaccia, né da Google Ads Editor, né via API. Chi vuole arrivarci con controllo pieno, invece di subire la migrazione automatica, ha ancora qualche mese per fare l’upgrade volontario e prendere confidenza con le nuove impostazioni.
AI Max tutorial: come attivarlo passo dopo passo
Prima di attivare AI Max su una campagna esistente, vale la pena seguire un ordine preciso.
1. Verifica i modelli di tracciamento. Se usi tracking template con URL statici o tag lpurl non standard, l’espansione dell’URL finale può generare errori 404 sulle landing page dinamiche. Controlla che le tue URL rispettino i pattern compatibili ({lpurl}?, {lpurl}&, {lpurl}#) prima di procedere.
2. Attiva AI Max a livello di campagna. Dalle impostazioni della campagna Search, trovi l’opzione dedicata: attivandola, si accendono di default search term matching, personalizzazione del testo ed espansione dell’URL finale.
3. Regola i controlli a livello di gruppo di annunci. Puoi disattivare selettivamente il search term matching per singoli gruppi se preferisci restare più vicino alle keyword originali, e impostare le location di interesse dove serve una precisione geografica maggiore.
4. Imposta i controlli di brand. Definisci con quali brand vuoi essere associato e quali escludere, sia a livello di campagna che di gruppo di annunci.
5. Monitora i nuovi report per due o tre settimane. Guarda il report dei termini di ricerca con il nuovo tipo di corrispondenza “AI Max” e confronta CPA e ROAS prima e dopo, prima di allargare l’attivazione a tutto l’account.
Chi gestisce anche campagne PPC su altri canali sa che questo tipo di test va sempre confrontato con l’andamento generale dell’account, non isolato: un aumento di conversioni in Search può derivare da AI Max, ma anche da stagionalità o da modifiche fatte in parallelo su altre leve.
Quando conviene usarlo (e quando aspettare)
AI Max Google Ads rende di più quando hai già uno storico di conversioni solido su cui il sistema può imparare, e quando il tuo settore non richiede un controllo estremamente granulare su quali query attivano l’annuncio. Per chi lavora con termini tecnici molto specifici, o in mercati dove una singola parola sbagliata può generare lead completamente fuori target, ha senso attivarlo gradualmente, gruppo di annunci per gruppo di annunci, tenendo d’occhio i termini di ricerca aggiuntivi che emergono.
Ha inoltre senso costruire la strategia AI Max insieme a quella di remarketing: le liste che usi per le campagne automatizzate con intelligenza artificiale possono essere applicate anche in ricerca tramite RLSA, alzando le offerte per chi ti conosce già e ha più probabilità di convertire rispetto a un nuovo visitatore intercettato dall’espansione delle query.
Chi invece ha un account giovane, con poco storico di conversioni, farebbe meglio ad aspettare qualche settimana di raccolta dati prima di affidarsi troppo all’automazione, o ad attivare solo il search term matching lasciando ferma per ora la personalizzazione del testo.
Il momento giusto per muoversi
Il volume di ricerca per “AI Max Google Ads” oggi è ancora basso, segno che siamo nella fase di prima adozione. È lo stesso schema visto con Performance Max qualche anno fa: chi ha pubblicato contenuti utili prima che il tema esplodesse si è preso il posizionamento quando la curiosità è cresciuta. Vale la stessa logica per chi gestisce le proprie campagne PPC oggi.
Se vuoi capire come impostare o migrare le tue campagne AI Max senza perdere il controllo che avevi prima, prenota una consulenza gratuita con il nostro team: analizziamo il tuo account e ti diciamo con onestà se conviene attivarlo subito o aspettare.
FAQ
AI Max sostituisce Performance Max? No. Sono due strumenti con obiettivi diversi: AI Max lavora dentro le campagne Search, Performance Max distribuisce gli annunci su più canali da un unico pool di asset. Molti account li usano entrambi.
Devo avere immagini o video per usare AI Max? No. AI Max parte dai tuoi annunci di testo esistenti e dalla tua landing page. Non richiede una libreria di asset visivi come Performance Max.
Cosa succede se non faccio nulla prima di settembre 2026? Se hai campagne con Dynamic Search Ads, asset creati automaticamente o broad match a livello di campagna, verranno convertite in automatico ad AI Max, con impostazioni pensate per mantenere le performance esistenti. Puoi comunque intervenire dopo la migrazione.
Il 7% in più di conversioni è garantito? No, è una media rilevata da Google su dati interni globali per inserzionisti non retail. I risultati per singolo account dipendono da settore, qualità degli annunci e storico di conversioni disponibile.





