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GUIDA GRATUITA · N° 03 · AUTOMATION & AI

AI per il marketing: 20 workflow pratici per team marketing e commerciali

Un playbook operativo per portare l'intelligenza artificiale nei processi di tutti i giorni di marketing e vendite, con controllo sui dati, sulla qualità e sui risultati.

DENTRO
10 capitoli + 4 allegati
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21 pagine · 34 min online
AGGIORNATA

IN BREVE

La guida parte dai processi e arriva agli strumenti. Spiega come scegliere cosa automatizzare per primo, quali regole dare al team e come evitare testi generici e dati fuori controllo. Contiene 20 workflow numerati per ricerca, SEO, annunci, qualificazione dei lead, CRM e report, ognuno con input, passi, output, revisione umana e KPI. In fondo: matrice impatto/sforzo, schede operative, libreria di prompt e un piano di adozione in 30 giorni.

È PER TE SE

  • Marketing manager e imprenditori che vogliono risultati misurabili dall'AI
  • Team commerciali con attività ripetitive su CRM, email e riunioni
  • PMI che usano già ChatGPT o Claude, ma ognuno a modo suo
  • Aziende che stanno valutando automazioni AI e vogliono partire dal caso giusto

COSA TROVI DENTRO, PRONTO DA USARE

  • AMatrice impatto/sforzoUna griglia da compilare per scegliere i primi due o tre workflow da avviare.
  • BSchede operative dei 20 workflowInput, output, revisione umana e KPI di ogni workflow in una sola tabella.
  • CMini libreria di promptDieci prompt strutturati da adattare al vostro contesto e salvare nei progetti condivisi.
  • DRoadmap di implementazione in 30 giorniLe attività settimana per settimana, con responsabile e criterio di uscita.

Quasi tutte le aziende con cui parliamo usano già l’intelligenza artificiale. Qualcuno scrive i post con ChatGPT, un commerciale riassume le call con Gemini, la responsabile marketing prova Claude per le newsletter. Ognuno ha i suoi prompt, nessuno sa cosa fanno gli altri e nessuno misura se il tempo risparmiato si traduce in qualcosa. Questa guida serve a passare da lì a un metodo: pochi workflow scelti con criterio, regole condivise, revisione umana dove serve e numeri per capire se vale la pena continuare.

I 20 workflow che trovate nei capitoli centrali sono quelli che usiamo, in forme diverse, nei progetti di marketing e vendita B2B. Non vanno adottati tutti. Ne bastano due o tre fatti bene nel primo mese.

Prima dello strumento: mappa dei processi e priorità

Si parte dai processi, perché uno strumento senza un processo chiaro produce solo altro lavoro da controllare. Il primo passo è scrivere cosa fa il team ogni settimana, quanto tempo richiede e dove si inceppa; solo dopo si sceglie dove l’AI può aiutare.

Come fare la mappa in un’ora

Riunite marketing e commerciale per un’ora. Per ogni attività ricorrente compilate una riga della tabella qui sotto. Non serve precisione al minuto: conta l’ordine di grandezza. Le attività candidate all’AI hanno tre caratteristiche: si ripetono, partono da materiale scritto (documenti, dati, trascrizioni) e producono un risultato che una persona competente può controllare in pochi minuti.

Attività Chi la fa Frequenza Ore al mese Input disponibili Dove si inceppa Rischio se sbagliata (basso/medio/alto)
Esempio: report mensile campagne Marketing manager Mensile 8 Export Google Ads, GA4, CRM Unire i dati e scrivere il commento Medio

Tre domande per ogni riga

Per ogni attività fatevi tre domande. Se il risultato è sbagliato, chi se ne accorge e quando? Se la risposta è “il cliente, dopo”, l’attività va trattata con molta revisione oppure lasciata fuori per ora. Gli input esistono già in forma scritta e accessibile? Se il sapere sta solo nella testa di una persona, prima va scritto. Quanto tempo libera, e per fare cosa? Un’ora risparmiata che finisce in altre email non è un risultato; un’ora spostata sulle trattative aperte sì.

Una responsabile marketing e un commerciale in piedi davanti a una parete coperta di fogli adesivi colorati, mentre spostano un foglio da una colonna all’altra

Dalla mappa alle priorità

Quando la mappa è pronta, ogni attività va posizionata su due assi: impatto (ore liberate, qualità, effetto su lead e vendite) e sforzo (dati da preparare, integrazioni, persone da coinvolgere). L’Allegato A contiene la griglia. In alto a sinistra, impatto alto e sforzo basso, trovate i primi workflow da provare. In basso a destra quelli da lasciare dove sono.

Domanda di autovalutazione. Se domani chiedeste a tre persone del team quali strumenti AI usano e con quali dati, ottenereste la stessa risposta? Se no, la mappa va fatta prima di qualsiasi acquisto.

  • Abbiamo elencato le attività ricorrenti di marketing e commerciale
  • Per ognuna conosciamo frequenza e ore al mese
  • Abbiamo indicato dove stanno gli input (documenti, CRM, piattaforme)
  • Abbiamo segnato il rischio se il risultato è sbagliato
  • Abbiamo scelto al massimo tre attività da cui partire

Le 5 regole per usare l’AI senza creare caos

Cinque regole, scritte e condivise prima di partire, evitano la maggior parte dei problemi: dati usati male, testi tutti uguali, risultati che nessuno controlla. Stanno in una pagina e vanno firmate, idealmente, da chi guida marketing e vendite.

Regola 1: un account aziendale, mai personale

Con gli account gratuiti e personali i contenuti inseriti possono servire ad addestrare i modelli. Con i piani aziendali dei principali fornitori l’impostazione predefinita è diversa: OpenAI, per esempio, dichiara di non usare per l’addestramento i dati dei piani business e delle API. Scegliete un fornitore principale, attivate il piano aziendale, firmate l’accordo sul trattamento dei dati e chiedete al team di usare solo quello per il lavoro.

Regola 2: contesto vostro, sempre

Un modello che non sa niente della vostra azienda scrive testi medi. Preparate un “pacchetto di contesto” da caricare nei progetti condivisi: posizionamento, prodotti, buyer persona, obiezioni ricorrenti, tono di voce con esempi approvati e parole da evitare. Funzioni come i progetti di Claude o di ChatGPT permettono di tenerlo sempre disponibile; ne parliamo nell’articolo su Claude Cowork.

Regola 3: ogni output ha un revisore con nome e cognome

Per ogni workflow si decide chi rivede, cosa controlla e quando l’output può uscire. Nei capitoli seguenti ogni workflow ha la sua voce “revisione umana”. Il principio: più l’output arriva vicino a un cliente o a una decisione di spesa, più la revisione è stretta.

Regola 4: prompt salvati, versionati e condivisi

Il prompt che funziona va salvato in una libreria comune, con data, autore e un esempio di risultato buono. Così chi arriva dopo non riparte da zero e i miglioramenti restano. La struttura che usiamo (ruolo, contesto, compito, vincoli, formato) è spiegata nell’articolo sul prompt engineering; l’Allegato C ne contiene dieci pronti da adattare.

Regola 5: ogni workflow ha un KPI prima di partire

Si misura il tempo per attività prima e dopo, la percentuale di output usati senza riscritture pesanti e un indicatore di risultato (lead qualificati, tasso di risposta, tempo di risposta). Se dopo quattro settimane i numeri non si muovono, il workflow si cambia o si spegne.

Attenzione. La regola più violata è la prima. Basta un commerciale che incolla un’offerta con nomi e prezzi in un chatbot personale per creare un problema di riservatezza. Va detto in modo esplicito, con esempi.

Regola Chi la fa rispettare Come si verifica
Account aziendale Titolare o IT Elenco utenti attivi sul piano aziendale
Contesto condiviso Marketing manager Pacchetto di contesto aggiornato nei progetti
Revisore nominato Responsabile di ogni workflow Scheda del workflow (Allegato B)
Libreria di prompt Una persona designata Documento con versioni e date
KPI definito Marketing e commerciale insieme Misura prima/dopo a 4 settimane

Workflow per ricerca, strategia e analisi competitiva

Qui l’AI accelera la raccolta e il riordino di informazioni che già esistono: siti dei concorrenti, recensioni, trascrizioni di call, dati di mercato. Le conclusioni strategiche restano vostre; l’AI vi porta al tavolo con il materiale ordinato.

Workflow 1: scheda concorrente in 30 minuti

  • Obiettivo: avere per ogni concorrente principale una scheda confrontabile su offerta, messaggi, prezzi pubblici e canali.
  • Input: URL di sito, pagine servizi, profilo LinkedIn aziendale, eventuali recensioni pubbliche.
  • Passi: 1) un assistente con ricerca web (Perplexity, ChatGPT o Gemini con ricerca attiva) raccoglie le informazioni con le fonti; 2) un secondo prompt le ordina in una scheda fissa; 3) una persona verifica i punti chiave aprendo le fonti citate.
  • Output: scheda di una pagina per concorrente, sempre con lo stesso schema.
  • Revisione umana: ogni affermazione su prezzi, clienti e numeri va controllata sulla fonte. Quello che non ha fonte si cancella.
  • KPI: tempo per scheda; numero di schede aggiornate a trimestre.

Workflow 2: voce del cliente da call e recensioni

  • Obiettivo: estrarre parole, problemi e obiezioni ricorrenti dei clienti per usarli in messaggi e contenuti.
  • Input: trascrizioni di call commerciali, email di richiesta, recensioni, ticket di assistenza (anonimizzati).
  • Passi: 1) togliete nomi e dati identificativi; 2) chiedete all’AI di raggruppare per tema problemi, obiezioni e risultati desiderati, citando frasi testuali; 3) contate le occorrenze; 4) il team sceglie i cinque temi più forti.
  • Output: tabella con tema, frequenza e citazioni testuali dei clienti.
  • Revisione umana: un commerciale conferma che i temi corrispondono a quello che sente al telefono.
  • KPI: numero di messaggi o pagine riscritti usando la voce del cliente; tasso di conversione delle pagine riscritte.

Workflow 3: brief di posizionamento per un nuovo servizio

  • Obiettivo: arrivare alla prima riunione su un nuovo servizio con una bozza di posizionamento discutibile.
  • Input: schede concorrenti (Workflow 1), voce del cliente (Workflow 2), note del titolare sul servizio.
  • Passi: 1) l’AI propone tre posizionamenti alternativi con pubblico, problema, promessa e prova; 2) per ciascuno elenca i punti deboli; 3) il team sceglie e corregge.
  • Output: documento di due pagine con tre opzioni e una raccomandazione motivata.
  • Revisione umana: decide il titolare. L’AI non conosce margini, capacità produttiva e storia commerciale.
  • KPI: tempo dalla prima idea al brief approvato.

Workflow 4: ricerca account prima di una campagna ABM

  • Obiettivo: preparare per ogni azienda target una sintesi utile al commerciale e al marketing.
  • Input: lista di aziende target, sito, notizie recenti, offerte di lavoro pubblicate, profilo LinkedIn.
  • Passi: 1) ricerca con fonti citate; 2) sintesi su attività, segnali di cambiamento (nuove sedi, assunzioni, prodotti), possibili esigenze; 3) due spunti di apertura per il commerciale.
  • Output: scheda per account, collegata al record aziendale nel CRM.
  • Revisione umana: il commerciale verifica i segnali prima di usarli in un messaggio. Un dato sbagliato in apertura brucia il contatto.
  • KPI: tasso di risposta ai primi contatti sugli account con scheda contro quelli senza.

Esempio. Ipotizziamo un’azienda di componentistica con 40 account target. Senza AI la ricerca richiede circa mezz’ora per account. Con il Workflow 4 il commerciale riceve la scheda già pronta e spende dieci minuti a verificarla. Le ore risparmiate vanno sulle telefonate. I numeri sono un esempio: misurate i vostri con la tabella del capitolo 1.

Workflow per SEO e content marketing

Nei contenuti l’AI rende di più nelle fasi intorno alla scrittura: ricerca, struttura, revisione, riuso. La parte che fa la differenza, cioè esperienza, dati propri ed esempi, deve arrivare da voi, altrimenti il testo somiglia a mille altri e motori di ricerca e risposte AI non hanno motivo di sceglierlo.

Workflow 5: dal gruppo di keyword al brief editoriale

  • Obiettivo: trasformare un gruppo di ricerche in un brief che un autore può seguire.
  • Input: keyword con volumi da uno strumento SEO, prime pagine dei risultati di Google, domande dei clienti (Workflow 2).
  • Passi: 1) l’AI classifica le keyword per intento di ricerca; 2) propone la struttura con titoli scritti come domande; 3) indica cosa manca nei contenuti già in prima pagina; 4) elenca le prove e i dati che servono da parte vostra.
  • Output: brief con intento, struttura, domande da coprire, materiali interni richiesti.
  • Revisione umana: il responsabile contenuti controlla che il brief risponda all’intento vero e non a una media dei risultati.
  • KPI: tempo per brief; posizionamento e clic da Search Console a 90 giorni.

Workflow 6: bozza assistita con materiale proprietario

  • Obiettivo: ottenere una prima stesura che contenga già i vostri esempi, dati e opinioni.
  • Input: brief (Workflow 5), pacchetto di contesto, appunti o registrazione di un’intervista di 20 minuti a un esperto interno.
  • Passi: 1) trascrivete l’intervista; 2) chiedete all’AI una bozza che usi solo i fatti presenti nei materiali e segnali tra parentesi quadre dove servono dati che mancano; 3) l’autore completa e riscrive.
  • Output: bozza con segnaposto espliciti per dati e verifiche.
  • Revisione umana: l’autore verifica ogni numero, toglie le frasi generiche e aggiunge esempi. Un esperto interno rilegge per l’accuratezza tecnica.
  • KPI: ore per articolo pubblicato; percentuale di testo riscritto; tempo medio sulla pagina.

Workflow 7: revisione editoriale e controllo del tono

  • Obiettivo: far rispettare linee guida e tono di voce senza rileggere tutto tre volte.
  • Input: testo da rivedere, linee guida di stile con esempi di frasi giuste e sbagliate.
  • Passi: 1) l’AI segnala frasi fuori tono, affermazioni senza fonte, ripetizioni, gergo; 2) propone correzioni puntuali senza riscrivere tutto; 3) l’autore accetta o rifiuta.
  • Output: elenco di correzioni con motivazione.
  • Revisione umana: decide l’autore. Il controllo automatico non sostituisce la lettura finale.
  • KPI: numero di giri di revisione per pezzo; errori segnalati dopo la pubblicazione.

Workflow 8: un contenuto, cinque formati

  • Obiettivo: ricavare da un articolo o da un webinar post LinkedIn, newsletter, script video e FAQ.
  • Input: contenuto pubblicato e approvato, calendario editoriale.
  • Passi: 1) l’AI estrae i passaggi più forti; 2) li adatta a ogni canale con le regole del canale; 3) il social media manager seleziona e programma.
  • Output: pacchetto di derivati pronti da revisionare. Il metodo completo è nell’articolo sul content repurposing.
  • Revisione umana: controllo di coerenza con il contenuto originale e di adattamento al canale.
  • KPI: derivati pubblicati per contenuto principale; interazioni e clic verso il sito.

Da fare. Scrivete una lista di 15 parole ed espressioni che il vostro brand non usa e inseritela nel pacchetto di contesto. È il modo più rapido per togliere ai testi l’aria da prodotto in serie.

Workflow per annunci Google, Meta e LinkedIn

Nell’advertising l’AI aiuta a produrre e organizzare varianti di annunci e a leggere i termini di ricerca più in fretta. Le piattaforme hanno già funzioni di generazione integrate; il lavoro vostro è dare messaggi solidi in ingresso e decidere cosa va in test.

Un account manager seduto a una scrivania con due monitor, che confronta su fogli stampati diverse versioni di un annuncio evidenziate a mano

Workflow 9: matrice di messaggi e varianti di annuncio

  • Obiettivo: generare varianti di titoli e descrizioni organizzate per angolo comunicativo, da usare su Google Ads, Meta e LinkedIn.
  • Input: voce del cliente (Workflow 2), proposta di valore, limiti di caratteri di ogni formato, termini da evitare per policy o per scelta.
  • Passi: 1) l’AI propone cinque angoli (problema, risultato, prova, obiezione, urgenza); 2) per ogni angolo scrive varianti nei limiti di caratteri; 3) il team sceglie le combinazioni da testare, una variabile alla volta.
  • Output: matrice angolo per formato, con le varianti selezionate etichettate.
  • Revisione umana: controllo di policy pubblicitarie, promesse verificabili, coerenza con la landing page.
  • KPI: CTR e tasso di conversione per angolo; costo per lead qualificato, non per lead generico.

Workflow 10: analisi dei termini di ricerca e delle negative

  • Obiettivo: individuare più in fretta le ricerche irrilevanti e nuovi temi da coprire.
  • Input: export del report termini di ricerca di Google Ads, elenco dei servizi offerti e di quelli non offerti.
  • Passi: 1) l’AI raggruppa i termini per tema e intento; 2) propone negative e nuovi gruppi di annunci; 3) lo specialista conferma una per una.
  • Output: lista di negative proposte e di opportunità, con motivazione.
  • Revisione umana: ogni negativa va confermata da chi gestisce l’account: una negativa sbagliata blocca traffico buono.
  • KPI: quota di spesa su termini irrilevanti prima e dopo; tempo di analisi settimanale.

Workflow 11: brief creativo per video e immagini

  • Obiettivo: dare a grafico o videomaker un brief preciso per le creatività social.
  • Input: angoli vincenti del Workflow 9, specifiche dei formati (verticale, quadrato, durata), linee guida visive.
  • Passi: 1) l’AI scrive per ogni angolo un concept con gancio dei primi secondi, scene, testo a schermo e chiusura; 2) il team sceglie; 3) il creativo produce.
  • Output: brief creativi pronti, uno per concept.
  • Revisione umana: il responsabile brand verifica coerenza visiva e assenza di affermazioni non dimostrabili. Se usate immagini generate, controllate i diritti e gli obblighi di trasparenza.
  • KPI: tempo dal brief alla pubblicazione; tasso di visualizzazione dei primi secondi; costo per lead qualificato per concept.

Attenzione. Le campagne ottimizzate dagli algoritmi imparano dai segnali che ricevono. Se gli annunci migliori portano molti contatti fuori target, l’AI delle piattaforme ne cercherà altri uguali. Per questo il KPI giusto è il lead qualificato registrato nel CRM, come spieghiamo nell’articolo su come collegare campagne e CRM al fatturato.

Workflow per qualificazione dei lead e sales enablement

Qui l’AI lavora su due fronti: aiuta a capire in fretta quali contatti meritano attenzione e prepara i commerciali con materiali e risposte pronte. La decisione su chi chiamare e cosa offrire resta al commerciale.

Workflow 12: arricchimento e prima qualificazione dei nuovi lead

  • Obiettivo: far arrivare al commerciale un lead già descritto e classificato.
  • Input: dati del form, sito dell’azienda, criteri di qualificazione scritti (settore, dimensione, ruolo, esigenza).
  • Passi: 1) un’automazione passa i dati del form all’AI; 2) l’AI sintetizza chi è l’azienda e assegna una classe (A, B, C) motivandola con i criteri; 3) il risultato va in un campo del CRM; 4) i lead A generano un avviso immediato.
  • Output: sintesi e classe nel record del contatto.
  • Revisione umana: il commerciale conferma o corregge la classe; le correzioni servono a migliorare i criteri. La logica di punteggio è descritta nell’articolo sul lead scoring B2B.
  • KPI: tempo di prima risposta ai lead A; percentuale di classi corrette dal commerciale; tasso lead A che diventano opportunità.

Workflow 13: preparazione alla call commerciale

  • Obiettivo: entrare in ogni prima call sapendo chi c’è dall’altra parte e cosa chiedere.
  • Input: scheda account (Workflow 4), storico nel CRM, pagine viste sul sito se tracciate, note di eventuali contatti precedenti.
  • Passi: 1) l’AI produce una pagina con contesto, ipotesi di esigenza, cinque domande di scoperta e due casi pertinenti dal vostro materiale; 2) il commerciale la legge cinque minuti prima.
  • Output: scheda di preparazione allegata all’appuntamento.
  • Revisione umana: il commerciale scarta le ipotesi non plausibili. Le domande sono uno spunto, non un copione.
  • KPI: percentuale di prime call che passano alla fase successiva; feedback qualitativo dei commerciali.

Workflow 14: risposte alle obiezioni e materiali di vendita

  • Obiettivo: dare al team commerciale risposte coerenti alle obiezioni più frequenti.
  • Input: obiezioni raccolte (Workflow 2), risposte che hanno funzionato secondo i commerciali migliori, casi e documentazione tecnica.
  • Passi: 1) l’AI organizza le obiezioni per categoria e scrive risposte brevi basate solo sui materiali forniti; 2) i commerciali senior correggono; 3) il documento diventa la base di un assistente interno consultabile dal team.
  • Output: libreria di obiezioni e risposte, con fonti.
  • Revisione umana: approvazione del responsabile commerciale; aggiornamento trimestrale.
  • KPI: tempo di inserimento dei nuovi commerciali; tasso di chiusura sulle trattative con obiezione registrata.

Domanda di autovalutazione. I vostri criteri per dire che un lead è qualificato sono scritti da qualche parte? Se l’AI deve classificare i lead, ha bisogno di regole che oggi forse esistono solo nella testa del direttore commerciale.

Workflow per CRM, riunioni e follow-up

È l’area con il ritorno più rapido per i team commerciali: riassunti, aggiornamenti del CRM e follow-up sono lavori ripetitivi, quotidiani e facili da controllare. Molti CRM, HubSpot compreso, hanno funzioni AI integrate per riassumere e scrivere; verificate cosa include il vostro piano prima di aggiungere altri strumenti.

Workflow 15: dalla riunione al riassunto con prossimi passi

  • Obiettivo: chiudere ogni call con un riassunto condiviso e azioni assegnate.
  • Input: trascrizione della riunione (dalla funzione di Teams, Google Meet, Zoom o di uno strumento dedicato), con il consenso dei partecipanti.
  • Passi: 1) l’AI estrae decisioni, esigenze emerse, obiezioni, prossimi passi con responsabile e data; 2) il commerciale corregge; 3) il riassunto va nel CRM.
  • Output: riassunto in formato fisso nel record dell’opportunità.
  • Revisione umana: il commerciale controlla soprattutto impegni, prezzi e date: sono i punti in cui un errore costa.
  • KPI: percentuale di riunioni con riassunto nel CRM entro 24 ore; tempo speso a scrivere note.

Workflow 16: aggiornamento del CRM dalle note

  • Obiettivo: tenere campi e fasi del CRM aggiornati senza inserimento manuale.
  • Input: riassunto della riunione (Workflow 15), elenco dei campi del CRM con valori ammessi.
  • Passi: 1) l’AI propone i valori dei campi (fase, budget dichiarato dal cliente, tempistiche, decisori); 2) il commerciale conferma con un clic; 3) l’automazione scrive nel CRM.
  • Output: campi aggiornati con traccia di chi ha confermato.
  • Revisione umana: conferma obbligatoria prima della scrittura. Niente aggiornamenti automatici di fase senza un umano.
  • KPI: completezza dei campi chiave sulle opportunità aperte; affidabilità della previsione di vendita.

Workflow 17: follow-up personalizzato

  • Obiettivo: inviare entro poche ore dalla call un’email che riprende quanto detto.
  • Input: riassunto, materiali pertinenti (casi, schede), tono di voce del commerciale.
  • Passi: 1) l’AI scrive una bozza breve che richiama le esigenze del cliente con le sue parole e propone il prossimo passo; 2) il commerciale la modifica e la invia dal proprio account.
  • Output: email di follow-up inviata e registrata nel CRM.
  • Revisione umana: sempre. Nessun follow-up parte senza che il commerciale l’abbia letto.
  • KPI: tempo tra call e follow-up; tasso di risposta; trattative che avanzano di fase entro due settimane.

Da fare. Scegliete il Workflow 15 come primo esperimento se il team fa almeno dieci call a settimana. È facile da misurare, il risultato si controlla in due minuti e il beneficio si vede dalla prima settimana.

Workflow per report e analisi delle performance

L’AI riduce il tempo tra “abbiamo i dati” e “sappiamo cosa fare”, a patto che i dati in ingresso siano puliti e che i numeri vengano sempre ricontrollati. I modelli linguistici possono sbagliare i calcoli o inventare tendenze: per le cifre usate le funzioni di analisi che eseguono codice sui file e verificate i totali.

Workflow 18: commento al report mensile

  • Obiettivo: passare dal cruscotto a un commento leggibile per direzione e commerciale.
  • Input: export di Google Ads, Meta, LinkedIn, GA4 e CRM dello stesso periodo, obiettivi del mese.
  • Passi: 1) l’AI con analisi dei file calcola le variazioni rispetto al mese precedente e all’obiettivo; 2) scrive tre risultati, tre problemi e tre azioni proposte; 3) il marketing manager verifica i numeri sul cruscotto e riscrive le azioni.
  • Output: report di una pagina con numeri verificati e commento.
  • Revisione umana: controllo a campione di almeno cinque numeri; le azioni proposte vanno decise dal responsabile.
  • KPI: ore per report; tempo tra fine mese e consegna; azioni decise ed eseguite.

Workflow 19: allarme sulle anomalie

  • Obiettivo: accorgersi in pochi giorni di cali o picchi anomali.
  • Input: dati giornalieri di campagne, sito e CRM, soglie concordate.
  • Passi: 1) un’automazione confronta i dati con la media delle settimane precedenti; 2) quando una metrica supera la soglia, l’AI scrive una nota con le possibili cause da controllare; 3) l’avviso arriva al responsabile.
  • Output: avviso con metrica, scostamento e ipotesi da verificare.
  • Revisione umana: le ipotesi sono una lista di controllo, non una diagnosi. Il responsabile verifica e decide.
  • KPI: giorni tra l’inizio di un problema e la sua scoperta; falsi allarmi al mese.

Workflow 20: analisi delle trattative vinte e perse

  • Obiettivo: capire ogni trimestre cosa distingue le trattative chiuse da quelle perse.
  • Input: opportunità del trimestre dal CRM con fonte, settore, durata, motivi di perdita, note delle riunioni.
  • Passi: 1) l’AI raggruppa i motivi di perdita e le caratteristiche ricorrenti delle vinte; 2) incrocia con la fonte del lead; 3) propone ipotesi su canali e messaggi; 4) marketing e commerciale le discutono in una riunione.
  • Output: documento con tendenze, ipotesi e decisioni prese.
  • Revisione umana: le correlazioni su pochi casi sono fragili. Con meno di 30 trattative, trattate tutto come spunto e non come prova.
  • KPI: decisioni prese dopo l’analisi; variazione del tasso di chiusura nel trimestre successivo.
Workflow Dati necessari Dove stanno di solito Pronti oggi? (sì/no) Chi li prepara
18. Report mensile Export piattaforme e CRM Google Ads, Meta, LinkedIn, GA4, CRM
19. Allarme anomalie Dati giornalieri Piattaforme, connettori dati
20. Vinte e perse Opportunità con motivi di perdita CRM

I rischi: dati, privacy, allucinazioni, tono di voce e controllo umano

I rischi dell’AI nel marketing sono gestibili se si conoscono in anticipo e si assegnano a qualcuno. Ci sono anche obblighi di legge: alfabetizzazione del personale, trasparenza verso chi parla con un chatbot, informazione ai lavoratori.

Una persona seduta a un tavolo di riunione che rilegge con una penna rossa un documento stampato, mentre accanto un portatile resta chiuso

Cosa dice la normativa a ottobre 2026

L’articolo 4 del Regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act, si applica dal 2 febbraio 2025 e riguarda anche chi si limita a usare strumenti di terzi come ChatGPT o Copilot. Il Digital Omnibus sull’AI, Regolamento (UE) 2026/1744 pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione il 24 luglio 2026, ha riscritto l’articolo: fornitori e utilizzatori devono adottare misure per sostenere l’alfabetizzazione sull’AI di chi usa i sistemi per loro conto, calibrate su competenze, contesto d’uso e persone coinvolte, senza dover garantire un livello specifico (Future of Privacy Forum). Nessun certificato obbligatorio, quindi, ma serve poter mostrare cosa si è fatto. La Commissione ha raccolto indicazioni pratiche nelle sue domande e risposte sull’alfabetizzazione AI.

Dal 2 agosto 2026 si applicano anche gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50: chi interagisce con un chatbot deve sapere che parla con un sistema di AI. In Italia la legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, chiede tra l’altro ai datori di lavoro di informare i lavoratori sull’uso dell’AI e ai professionisti di informare i clienti. Il quadro completo è nell’articolo sulla formazione obbligatoria AI Act.

La mappa dei rischi

Rischio Come si manifesta Contromisura Chi ne risponde
Dati personali e riservati Offerte, nomi, email incollati in account personali Solo account aziendali, accordo sul trattamento, dati minimi, anonimizzazione Titolare e referente privacy
Allucinazioni Numeri, fonti, funzioni di prodotto inventati Fonti obbligatorie, verifica dei numeri, segnaposto per i dati mancanti Revisore del workflow
Tono di voce Testi corretti ma uguali a quelli di tutti Pacchetto di contesto, esempi approvati, parole vietate Marketing manager
Proprietà intellettuale Immagini o testi troppo simili a opere esistenti Controllo prima della pubblicazione, materiali propri come base Responsabile brand
Automazione senza controllo Email o aggiornamenti CRM inviati per errore Conferma umana prima di ogni azione verso l’esterno Responsabile del workflow
Trasparenza Chatbot sul sito che non si dichiara Avviso chiaro all’inizio della conversazione Marketing e legale
Dipendenza da un fornitore Prompt e contesto legati a un solo strumento Libreria di prompt e contesto in documenti vostri Referente AI

Il controllo umano, in pratica

Revisione umana non vuol dire rileggere distrattamente. Vuol dire una persona con competenza sul tema, una lista di cose da controllare e il potere di bloccare l’output. Definite tre livelli. Livello leggero per uso interno (riassunti, bozze di ricerca): controllo a campione. Livello medio per contenuti pubblicati (articoli, post, annunci): rilettura completa e verifica delle affermazioni. Livello stretto per tutto ciò che parla a un cliente specifico o tocca prezzi, contratti e dati personali: approvazione esplicita prima dell’invio.

Attenzione. Un modello linguistico può citare una fonte che non dice quello che gli attribuisce. La verifica si fa aprendo la fonte, non chiedendo al modello se è sicuro.

  • Tutto il team usa account aziendali con accordo sul trattamento dei dati
  • Esiste una regola scritta su quali dati non vanno mai inseriti
  • Ogni workflow ha un livello di revisione assegnato
  • I chatbot rivolti all’esterno dichiarano di essere un sistema di AI
  • I lavoratori sono stati informati sugli strumenti AI usati
  • Abbiamo registrato la formazione fatta (date, contenuti, partecipanti)

Piano di adozione in 30 giorni

In 30 giorni si può passare dall’uso sparso a due o tre workflow misurati, con regole e formazione documentate. Il piano ha quattro settimane, ognuna con un criterio di uscita: se non è soddisfatto, si allunga la settimana invece di saltare avanti.

Settimana 1: mappa e regole

Compilate la mappa dei processi del capitolo 1 e la matrice dell’Allegato A. Scegliete due o tre workflow. Attivate il piano aziendale dello strumento principale, scrivete le cinque regole e preparate il pacchetto di contesto. Criterio di uscita: workflow scelti, responsabili nominati, regole condivise.

Settimana 2: prova a mano

Fate girare i workflow scelti a mano, con i prompt dell’Allegato C adattati. Misurate il tempo prima e dopo su almeno cinque casi per workflow. Correggete i prompt dopo ogni giro e salvate le versioni. Criterio di uscita: almeno un workflow con output usabili senza riscritture pesanti in quattro casi su cinque.

Settimana 3: formazione e consolidamento

Formate il team sui workflow scelti e sulle regole, con un’ora di laboratorio pratico per ruolo, e registrate presenze e contenuti: è anche una misura di alfabetizzazione documentabile. Collegate i workflow ai luoghi dove si lavora (progetti condivisi, CRM, cartelle). Criterio di uscita: tutte le persone coinvolte hanno eseguito il workflow almeno una volta da sole.

Settimana 4: misura e decisione

Confrontate i KPI con la misura iniziale. Per ogni workflow decidete: continuare, modificare, automatizzare o spegnere. Solo i workflow che funzionano a mano passano all’automazione. Criterio di uscita: un documento di una pagina con risultati e prossimi tre workflow da provare.

Approfondimento. Se volete vedere esempi di applicazioni in una PMI, dai contenuti all’analisi dati, trovate sette casi nell’articolo sull’intelligenza artificiale per le PMI. Quando un workflow è maturo per diventare un’automazione o un assistente collegato ai vostri dati, è il lavoro che facciamo con le soluzioni AI.

Allegato A: Matrice impatto/sforzo

Date a ogni attività un punteggio da 1 a 5 per l’impatto e da 1 a 5 per lo sforzo. Impatto: ore liberate al mese, effetto sulla qualità, effetto su lead e vendite. Sforzo: preparazione dei dati, integrazioni, persone da formare, rischio se sbagliata.

Attività o workflow Ore liberate al mese (1-5) Qualità (1-5) Effetto su lead e vendite (1-5) Impatto medio Dati da preparare (1-5) Integrazioni (1-5) Rischio (1-5) Sforzo medio Quadrante
Esempio: 15. Riassunto riunioni 4 4 3 3,7 1 2 2 1,7 Partire subito

Come leggere il risultato:

Quadrante Impatto Sforzo Cosa fare
Partire subito 3 o più Meno di 3 Primi workflow del piano a 30 giorni
Progetto 3 o più 3 o più Pianificare con dati e integrazioni, dopo il primo mese
Abitudine Meno di 3 Meno di 3 Lasciare alla libertà dei singoli, con le regole comuni
Rimandare Meno di 3 3 o più Non avviare ora
  • Abbiamo dato i punteggi in due persone, una di marketing e una commerciale
  • Abbiamo scelto al massimo tre workflow del quadrante “Partire subito”
  • Per ogni workflow scelto c’è un responsabile

Allegato B: Schede operative dei 20 workflow

N. Workflow Input principali Output Revisione umana KPI
1 Scheda concorrente Siti, LinkedIn, recensioni Scheda di una pagina con fonti Verifica di prezzi e numeri sulle fonti Tempo per scheda, schede aggiornate a trimestre
2 Voce del cliente Trascrizioni anonimizzate, email, recensioni Temi con frequenza e citazioni Conferma di un commerciale Pagine riscritte, conversione
3 Brief di posizionamento Schede 1 e 2, note del titolare Tre opzioni e raccomandazione Decisione del titolare Tempo al brief approvato
4 Ricerca account ABM Lista target, siti, notizie Scheda per account nel CRM Verifica dei segnali prima dell’uso Tasso di risposta con/senza scheda
5 Brief editoriale Keyword, SERP, domande clienti Brief con intento e struttura Responsabile contenuti Tempo per brief, clic a 90 giorni
6 Bozza assistita Brief, contesto, intervista interna Bozza con segnaposto Autore ed esperto interno Ore per articolo, testo riscritto
7 Revisione editoriale Testo, linee guida Correzioni motivate Decide l’autore Giri di revisione, errori post pubblicazione
8 Repurposing Contenuto approvato Derivati per canale Coerenza e adattamento Derivati pubblicati, clic al sito
9 Matrice annunci Voce cliente, limiti formato Varianti per angolo Policy e coerenza con landing CTR, costo per lead qualificato
10 Termini di ricerca Report termini, servizi Negative e opportunità Conferma dello specialista Spesa su termini irrilevanti
11 Brief creativo Angoli vincenti, formati Concept per creativo Brand e affermazioni Visualizzazione iniziale, lead qualificati
12 Qualificazione lead Form, sito, criteri Sintesi e classe nel CRM Conferma del commerciale Tempo di risposta, classi corrette
13 Preparazione call Scheda account, storico CRM Scheda di preparazione Commerciale Call che avanzano di fase
14 Obiezioni Obiezioni, risposte efficaci Libreria con fonti Responsabile commerciale Tempo di inserimento, chiusura
15 Riassunto riunioni Trascrizione con consenso Riassunto con azioni Impegni, prezzi, date Riassunti entro 24 ore
16 Aggiornamento CRM Riassunto, campi ammessi Campi aggiornati Conferma prima della scrittura Completezza dei campi
17 Follow-up Riassunto, materiali Email inviata e registrata Sempre il commerciale Tempo al follow-up, risposte
18 Report mensile Export piattaforme e CRM Report di una pagina Verifica a campione dei numeri Ore per report, azioni eseguite
19 Allarme anomalie Dati giornalieri, soglie Avviso con ipotesi Verifica del responsabile Giorni alla scoperta, falsi allarmi
20 Vinte e perse Opportunità del trimestre Tendenze e decisioni Cautela con pochi casi Decisioni prese, tasso di chiusura

Allegato C: Mini libreria di prompt

Ogni prompt segue la stessa struttura: ruolo, contesto, compito, vincoli, formato. Sostituite le parti tra parentesi quadre e salvate la versione che funziona nella libreria comune, con data e autore. Funzionano con ChatGPT, Claude, Gemini e Copilot; i risultati cambiano da un modello all’altro, quindi provateli sul vostro.

C1. Scheda concorrente (Workflow 1) Sei un analista di marketing B2B. Analizza [nome concorrente, URL]. Raccogli: servizi offerti, pubblico dichiarato, messaggi principali della home page, prezzi pubblici se presenti, canali attivi. Per ogni informazione indica la fonte con il link. Se un’informazione non è disponibile scrivi “non trovato”, senza dedurla. Formato: tabella con colonne Voce, Contenuto, Fonte.

C2. Voce del cliente (Workflow 2) Di seguito trovi [numero] trascrizioni anonimizzate di call con potenziali clienti di [settore]. Raggruppa per tema: problemi, obiezioni, risultati desiderati, parole usate per descrivere il problema. Per ogni tema indica quante trascrizioni lo citano e riporta due frasi testuali. Non aggiungere temi che non compaiono nel testo.

C3. Brief editoriale (Workflow 5) Sei un content strategist. Keyword principale: [keyword]. Keyword correlate: [elenco]. Domande dei clienti: [elenco]. Indica l’intento di ricerca prevalente, proponi una struttura con titoli scritti come domande, elenca cosa serve da noi (dati, esempi, opinioni) per rendere il contenuto diverso da quelli già pubblicati. Non scrivere l’articolo.

C4. Bozza con segnaposto (Workflow 6) Usa solo i fatti presenti nei materiali allegati: [brief, trascrizione intervista]. Scrivi una bozza di [lunghezza] parole nel tono descritto in [linee guida]. Dove serve un dato, un esempio o una fonte che non trovi nei materiali, inserisci [DA VERIFICARE: cosa serve]. Evita le espressioni elencate in [parole vietate].

C5. Varianti di annuncio (Workflow 9) Sei un copywriter per campagne B2B. Proposta di valore: [testo]. Obiezioni principali: [elenco]. Scrivi per ciascuno dei cinque angoli (problema, risultato, prova, obiezione, urgenza) tre titoli entro [n] caratteri e due descrizioni entro [n] caratteri. Niente superlativi non dimostrabili. Formato: tabella con angolo, titolo, numero di caratteri.

C6. Termini di ricerca (Workflow 10) Ecco l’export dei termini di ricerca: [file]. Offriamo: [servizi]. Non offriamo: [elenco]. Raggruppa i termini per tema e intento, segnala quelli irrilevanti con il motivo e proponi parole chiave negative con il tipo di corrispondenza. Separa i casi dubbi in una lista a parte.

C7. Qualificazione del lead (Workflow 12) Criteri di qualificazione: [settore, dimensione, ruolo, esigenza]. Dati del lead: [campi del form]. Sito dell’azienda: [URL]. Scrivi una sintesi di tre righe sull’azienda e assegna una classe A, B o C, spiegando quali criteri sono soddisfatti e quali mancano. Se i dati non bastano, assegna “da verificare”.

C8. Riassunto di riunione (Workflow 15) Ecco la trascrizione di una call commerciale: [testo]. Estrai: esigenze del cliente con le sue parole, obiezioni, decisioni prese, prossimi passi con responsabile e data, informazioni su budget e tempi solo se dette esplicitamente dal cliente. Non dedurre informazioni non presenti. Formato: elenchi puntati sotto ciascuna voce.

C9. Follow-up (Workflow 17) Sei [nome], commerciale di [azienda]. Riassunto della call: [testo]. Scrivi un’email di follow-up di massimo 120 parole che riprenda due esigenze del cliente con le sue parole, alleghi [materiale] e proponga un prossimo passo concreto con una data. Tono diretto e cordiale, niente formule di rito.

C10. Commento al report (Workflow 18) Analizza i file allegati: [export]. Obiettivi del mese: [elenco]. Calcola le variazioni rispetto al mese precedente e all’obiettivo, mostrando i calcoli. Poi scrivi tre risultati, tre problemi e tre azioni proposte, ciascuna collegata a un numero. Se un dato manca o non torna, segnalalo invece di stimarlo.

Allegato D: Roadmap di implementazione in 30 giorni

Giorni Attività Responsabile Output Criterio di uscita Fatto
1-2 Mappa dei processi (capitolo 1) Marketing manager e responsabile commerciale Tabella delle attività Tutte le attività ricorrenti elencate [ ]
3 Matrice impatto/sforzo (Allegato A) Stesse persone Due o tre workflow scelti Responsabile nominato per ognuno [ ]
4 Piano aziendale e accordo sul trattamento dati Titolare o IT Account attivi Nessuno usa account personali per lavoro [ ]
5 Cinque regole e pacchetto di contesto Marketing manager Documento regole, contesto caricato Regole condivise con il team [ ]
6-10 Prova a mano dei workflow, misura del tempo prima/dopo Responsabili dei workflow Cinque casi per workflow Output usabili in quattro casi su cinque [ ]
11-12 Revisione dei prompt e salvataggio in libreria Referente AI Libreria versionata Prompt con esempio di risultato buono [ ]
13-17 Laboratori per ruolo e registro della formazione Referente AI Presenze, contenuti, materiali Ognuno ha eseguito il workflow da solo [ ]
18-20 Informativa ai lavoratori e avvisi sui chatbot esterni Titolare e referente privacy Comunicazione inviata Documentazione archiviata [ ]
21-26 Uso a regime, raccolta KPI Tutto il team Dati di quattro settimane KPI misurati per ogni workflow [ ]
27-28 Riunione di valutazione Marketing e commerciale Decisione per ogni workflow Continuare, modificare, automatizzare o spegnere [ ]
29-30 Piano del mese successivo Marketing manager Prossimi tre workflow Documento di una pagina approvato [ ]

PDF GRATUITO · 21 PAGINE

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  • AMatrice impatto/sforzo
  • BSchede operative dei 20 workflow
  • CMini libreria di prompt
  • DRoadmap di implementazione in 30 giorni

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DOMANDE FREQUENTI

Da quale workflow conviene partire?

Da un processo che si ripete ogni settimana, che ha input già disponibili e un risultato facile da controllare, come il riassunto delle riunioni commerciali o la prima bozza del report mensile. La matrice impatto/sforzo dell'Allegato A serve proprio a sceglierlo.

Serve comprare nuovi strumenti?

Quasi mai all'inizio. Un assistente generalista con piano aziendale (ChatGPT, Claude, Gemini o Copilot) e le funzioni AI già presenti nel CRM bastano per buona parte dei 20 workflow. Gli strumenti di automazione servono quando un workflow ha dimostrato di funzionare a mano.

Possiamo inserire dati dei clienti nei chatbot?

Solo con account aziendali che escludono l'uso dei contenuti per l'addestramento, con un accordo sul trattamento dei dati firmato e inserendo il minimo indispensabile. Con gli account personali gratuiti la regola è non inserirne.

La formazione sull'AI è obbligatoria?

L'articolo 4 dell'AI Act, in vigore dal 2 febbraio 2025, chiede a chi usa sistemi di AI di adottare misure per l'alfabetizzazione del personale. Dopo il Digital Omnibus (Reg. UE 2026/1744) non è richiesto un livello o un certificato preciso, ma conviene documentare cosa si fa.

Come evitiamo testi generici e tutti uguali?

Dando all'AI materiale vostro: posizionamento, casi, obiezioni reali dei clienti, esempi di testi approvati. E tenendo una persona che rivede, taglia e aggiunge quello che solo voi sapete.

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