LinkedIn per aziende: come far lavorare la pagina aziendale (senza budget ads)
Alessandro Papa17 min di lettura

IN BREVE
Una pagina aziendale LinkedIn lavora anche senza pubblicità se fa tre cose: è completa e scritta con le parole che usano i clienti, pubblica con regolarità contenuti utili per chi decide gli acquisti e viene letta ogni mese con le analytics. Documenti, video brevi, newsletter ed eventi sono i formati che rendono di più. Le persone dell'azienda moltiplicano la portata. In 90 giorni si imposta tutto e si capisce cosa funziona.
Argomento del nostro servizio Social Media & Contenuti · settore B2B & Industria
Lunedì mattina, ufficio tecnico di un’azienda che produce componenti per macchine agricole. Qualcuno apre la pagina LinkedIn aziendale: 412 follower, l’ultimo post è di giugno ed è la foto dello stand in fiera. Il logo è quello vecchio, la descrizione dice “leader nel settore dal 1978” e il link porta a una pagina del sito che non esiste più. Intanto il nuovo responsabile acquisti di un cliente importante, prima della riunione di giovedì, ha cercato il nome dell’azienda su LinkedIn. Ha visto esattamente questo.
La risposta breve: una pagina aziendale LinkedIn lavora anche senza budget pubblicitario se fa tre cose. È completa e scritta con le parole che usano i clienti quando cercano. Pubblica con regolarità contenuti utili per chi decide gli acquisti, in formati che il feed premia: documenti, video brevi, newsletter, eventi. Viene letta ogni mese con le analytics, per capire chi la guarda e cosa tenere. Le persone dell’azienda fanno il resto, perché la loro rete è molto più ampia di quella della pagina.
Questo articolo parla solo di lavoro organico, cioè senza spendere in pubblicità. Se ti interessano le campagne a pagamento c’è la guida alle LinkedIn Ads per il B2B; se stai valutando gli abbonamenti per i profili personali, come Sales Navigator, c’è l’articolo su LinkedIn Premium e quale piano scegliere.
A cosa serve una pagina aziendale LinkedIn, se non fai pubblicità?
Serve a tre cose concrete: farsi trovare da chi ti cerca per nome o per settore, dimostrare che l’azienda è viva e competente, e restare nel feed di clienti, fornitori e candidati tra un contatto commerciale e l’altro.
Nel B2B la vendita è lunga e coinvolge più persone, che si informano per conto loro prima di parlare con un commerciale. La pagina LinkedIn è uno dei posti dove guardano, insieme al sito e a Google. Una pagina ferma non fa perdere un contratto da sola, ma lascia l’impressione di un’azienda che non ha niente da dire.
C’è anche un limite da dire subito. Una pagina aziendale, in genere, raggiunge meno persone dei profili personali: nella nostra esperienza i post delle persone ottengono più interazioni di quelli della pagina, a parità di contenuto. Per questo la pagina funziona meglio quando è il centro di un sistema: pubblica i contenuti “ufficiali”, le persone li riprendono e li commentano, e i contatti tornano alla pagina per approfondire.
Cosa la pagina organica non fa: non porta volumi di contatti in poche settimane e non raggiunge con precisione chi non ti conosce. Per quello servono le campagne, che però mandano comunque le persone a guardare la pagina. Conviene sistemare prima la casa.
Come si imposta bene la pagina aziendale?
Si parte dalle informazioni di base, poi si sistemano immagini, pulsante e sezioni. È un lavoro di mezza giornata che si fa una volta e si rivede ogni sei mesi.
LinkedIn stesso, nella guida per completare la pagina, dice che le pagine con informazioni complete, come logo, descrizione e sito web, sono più facili da trovare e possono ricevere circa il 30% di visualizzazioni settimanali in più. La stessa guida segnala un dettaglio che molti scoprono tardi: settore, dimensione aziendale e descrizione sono obbligatori per usare la funzione che invita i contatti a seguire la pagina.
Le informazioni di base
| Campo | Cosa scrivere | Errore tipico |
|---|---|---|
| Slogan (tagline) | Cosa fai e per chi, in una frase | “Qualità e innovazione dal 1978” |
| Descrizione | Prodotti, applicazioni, settori serviti, area geografica, cosa ti distingue | Storia aziendale senza una parola sui prodotti |
| Settore e dimensione | Quelli reali, scelti dall’elenco | Settore generico come “Servizi” |
| Sito web | Una pagina che esiste e che parla di quello che dice la pagina | Link alla home o, peggio, a una pagina rotta |
| Logo e copertina | Logo leggibile in piccolo, copertina che mostra prodotto, persone o stabilimento | Copertina generica con una stretta di mano |
Il pulsante personalizzato
In alto sulla pagina puoi mostrare un pulsante con un’azione: secondo la guida di LinkedIn al pulsante personalizzato le etichette disponibili includono Visita il sito, Contattaci, Scopri di più, Iscriviti, Registrati e Richiedi una demo (quest’ultima solo con una pagina prodotto pubblicata). Il pulsante porta a un URL a tua scelta e i clic si vedono nelle analytics dei visitatori.
Senza l’abbonamento Premium Company Page, però, il pulsante compare solo quando l’utente clicca su “Altro”. Non è un motivo sufficiente per abbonarsi. Il link più utile è quasi sempre una pagina del sito dedicata a chi arriva da LinkedIn: chi siete, cosa fate, come contattarvi.
Le sezioni da curare
Oltre alla Home e ai Post, la pagina ha alcune sezioni che vale la pena riempire: Informazioni (la descrizione completa), Prodotti o Servizi quando disponibili per la tua tipologia di pagina, Persone (che si popola da sola con chi indica l’azienda nel profilo) e Lavora con noi se assumete. Nella Home puoi fissare in alto un post: scegline uno che spieghi chi siete o che presenti il contenuto più utile che avete, e aggiornalo ogni trimestre.
Pagine vetrina: quando servono
Le pagine vetrina (Showcase Page) sono sottopagine collegate alla pagina principale, pensate per una linea di prodotto, una divisione o un’iniziativa con un pubblico diverso. Secondo la guida di LinkedIn le crea solo un super amministratore della pagina principale e se ne possono avere fino a 25.
C’è però un costo nascosto: le pagine vetrina hanno follower propri, che non si sommano a quelli della pagina principale e non si possono trasferire, e analytics separate. Ogni vetrina è una pagina in più da alimentare: ha senso quando una divisione ha clienti diversi e abbastanza contenuti per pubblicare da sola. Per una PMI con un’offerta sola, meglio una pagina forte.
Come si fa la SEO di una pagina aziendale LinkedIn?
Si scrivono slogan e descrizione con le parole che i clienti usano davvero per cercare, e si controlla ogni mese con quali parole la pagina viene trovata.
Le persone cercano aziende su LinkedIn per nome, ma anche per prodotto e per settore: “lavorazioni CNC Piemonte”, “software MES”. La pagina compare spesso anche su Google quando qualcuno cerca il nome dell’azienda, e lo slogan è tra le prime cose che si leggono.
Tre regole pratiche:
- Prodotto e applicazione nello slogan. “Riduttori epicicloidali per macchine agricole e movimento terra” dice più di “Soluzioni meccaniche su misura”.
- Descrizione scritta per essere letta, con le parole chiave dentro. Le prime righe sono quelle che si vedono senza cliccare: lì vanno cosa fai, per chi e dove. Poi settori serviti, certificazioni, numeri verificabili.
- Coerenza con il sito. Le stesse parole sul sito, nella pagina LinkedIn e nella scheda Google aiutano anche i motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale a collegare le informazioni sulla tua azienda.
Per verificare, nelle analytics c’è la sezione Presenze nelle ricerche: secondo la panoramica di LinkedIn sulle analytics mostra chi ha trovato la pagina nella ricerca e con quali parole. Se le parole sono solo varianti del nome aziendale, slogan e descrizione non stanno lavorando.
Cosa pubblicare su LinkedIn come azienda?
Quello che un cliente, un potenziale cliente o un candidato trova utile o interessante. Non le notizie che l’azienda vuole dare, ma le risposte alle domande che chi compra si fa.
Per non pubblicare a caso si scelgono quattro o cinque filoni fissi e si alternano. Nel B2B questi funzionano quasi sempre:
| Filone | Esempi | Cosa ottiene |
|---|---|---|
| Come si fa | Una lavorazione spiegata in 6 slide, un errore di progettazione e come evitarlo | Dimostra competenza, viene salvato e condiviso |
| Casi applicativi | Un problema del cliente, la soluzione, cosa è cambiato (con il suo permesso) | Fa capire cosa compri davvero |
| Persone | Chi risponde al telefono in assistenza, il tecnico che va dai clienti, il nuovo assunto | Dà una faccia all’azienda, aiuta le assunzioni |
| Dietro le quinte | Il collaudo, il magazzino, la preparazione della fiera | Rende concreto un prodotto difficile da fotografare |
| Opinioni sul settore | Una normativa che cambia, cosa ne pensa l’ufficio tecnico | Posiziona l’azienda come interlocutore, non solo fornitore |
Notizie aziendali, fiere e premi possono restare, ma come contorno. Le storie migliori sono già in azienda: un’ora con chi vende e un’ora con chi fa assistenza producono materiale per settimane. Se ti serve un metodo per trasformarle in calendario, lo trovi nella guida al piano editoriale social.
Cosa evitare dopo l’aggiornamento del feed del 2026
A marzo 2026 LinkedIn ha annunciato modifiche al feed: modelli che capiscono meglio di cosa parla un post, meno spazio ai contenuti riciclati e a quelli costruiti per strappare interazioni (“commenta SÌ se sei d’accordo”), e azioni contro i gruppi che si scambiano commenti e i commenti automatici. Per una pagina aziendale: i trucchi rendono meno, la sostanza di più.
Ogni quanto deve pubblicare una pagina aziendale?
Almeno una volta a settimana, con la frequenza che si riesce a tenere per mesi. Due o tre post curati a settimana sono un buon obiettivo per la maggior parte delle PMI.
LinkedIn, nelle sue buone pratiche per le pagine, indica che le aziende che pubblicano ogni settimana ottengono il doppio delle interazioni con i loro contenuti. È un dato della piattaforma, senza dettagli sul metodo, ma conferma quello che vediamo: la regolarità conta più del volume.
| Situazione | Frequenza realistica | Note |
|---|---|---|
| Nessuno dedicato, materiale scarso | 1 post a settimana | Meglio uno buono ogni martedì che cinque a marzo e poi niente |
| Una persona con qualche ora a settimana | 2-3 post a settimana | Alternare formati: un documento, un video, un post di testo |
| Ufficio marketing o agenzia | 3-5 post a settimana più newsletter mensile | Solo se c’è materia per non ripetersi |
Per Tebis Italia, che produce software CAD/CAM, pubblichiamo ogni settimana sulla pagina aziendale contenuti scritti per chi lavora in officina, e il calendario si stringe attorno alle fiere di settore. Sull’orario non c’è una regola valida per tutti: si parte da metà mattina nei giorni feriali e si corregge con le analytics.
Quali formati funzionano meglio sulla pagina aziendale?
Nel B2B i formati che rendono di più sono i documenti sfogliabili (i caroselli di LinkedIn), i video brevi, la newsletter e gli eventi. Il post di solo testo funziona per le opinioni; il link esterno da solo, in genere, raccoglie meno.
Documenti e caroselli
Su LinkedIn il carosello si fa caricando un documento: ogni pagina diventa una slide che si sfoglia nel feed. La guida di LinkedIn ai documenti accetta PDF, PowerPoint e Word fino a 100 MB e 300 pagine, ma il formato che funziona è molto più corto: 6-10 slide, una sola idea per slide, testo leggibile da telefono. Chi legge può scaricare il documento, quindi è adatto a checklist, schemi tecnici, confronti tra soluzioni. È anche il modo più semplice per riusare una presentazione o una scheda tecnica, riscritte per il feed.
Video brevi
Video verticali o quadrati di 30-90 secondi, con sottotitoli perché molti li guardano senza audio: un tecnico che spiega una lavorazione, un collaudo, una risposta a una domanda frequente. Serve una persona che sa di cosa parla, non una produzione da spot. LinkedIn, nelle stesse buone pratiche, indica che il video ottiene molte più interazioni degli altri formati; nella nostra esperienza è vero soprattutto quando mostra qualcosa che non si potrebbe spiegare a parole.
Newsletter della pagina
La newsletter LinkedIn è una serie di articoli lunghi pubblicati dalla pagina. Il vantaggio è la distribuzione: secondo la guida alla newsletter della pagina, alla prima uscita i follower ricevono un invito a iscriversi, e a ogni nuova uscita gli iscritti ricevono una notifica e un’email. È uno dei pochi modi per arrivare nella casella di posta di chi ti segue senza pagare.
I criteri di accesso: più di 150 follower, contenuti originali pubblicati di recente e rispetto delle regole della community. Meglio partire con una sola newsletter mensile su un tema preciso (“Novità normative per chi lavora l’acciaio”, non “Le news di Azienda Srl”).
Eventi e dirette
Dalla pagina si possono creare eventi: un webinar tecnico, la presenza in fiera, una giornata porte aperte. L’evento ha una sua pagina con iscrizioni, e si condivide nel feed della pagina aziendale. Per trasmettere in diretta con LinkedIn Live, i criteri di LinkedIn chiedono più di 150 follower, una pagina creata da almeno 30 giorni e un buon rapporto con le regole della community. Non c’è una domanda da presentare: se la pagina è idonea, l’opzione compare tra i formati dell’evento.
Per una PMI l’evento più semplice è la fiera: annuncio dello stand, invito a fissare un appuntamento, racconto delle giornate, sintesi dopo, tutto collegato a un evento LinkedIn che raccoglie gli interessati.
Che ruolo hanno i dipendenti?
Un ruolo grande, perché la rete delle persone è molto più ampia di quella della pagina. Se dieci persone dell’azienda hanno in media 500 collegamenti ciascuna, sono 5.000 contatti potenziali, contro le poche centinaia di follower di molte pagine aziendali (numeri inventati a scopo di esempio).
Le basi sono tre. Primo, chiedere a tutti di collegare la pagina ufficiale nell’esperienza del profilo: è così che risultano dipendenti per LinkedIn. Secondo, usare la funzione Notifica ai dipendenti: secondo la guida di LinkedIn si può usare una volta al giorno, non vale per i post con pubblico mirato e la consegna segue un modello di pertinenza, quindi non arriva a tutti. LinkedIn stessa suggerisce di riservarla ai post importanti, al massimo una volta a settimana: usata ogni giorno, diventa rumore. Terzo, rispondere come pagina: si può commentare e reagire come pagina aziendale, utile per ringraziare un cliente che vi ha citato o per partecipare a una discussione di settore.
Una nota: la vecchia scheda “La mia azienda”, pensata per suggerire contenuti ai colleghi, non è più disponibile da fine 2024. Chi la usava oggi deve organizzarsi in altro modo.
Coinvolgere le persone in modo stabile, senza forzarle, è un lavoro a sé: lo approfondiremo in un articolo dedicato all’employee advocacy. Per partire basta un messaggio interno quando esce un contenuto importante, con la libertà di condividerlo con parole proprie.
Come si leggono le analytics della pagina?
Una volta al mese, guardando poche metriche legate agli obiettivi: chi sono i follower e i visitatori, quali contenuti hanno coinvolto le persone giuste e con quali parole la pagina viene trovata.
Le analytics sono disponibili per tutti gli amministratori della pagina e, secondo la panoramica di LinkedIn, sono divise in sezioni: Contenuti, Follower, Visitatori, Presenze nelle ricerche, Concorrenti, più quelle per la pagina Lavora con noi e la newsletter.
| Sezione | Domanda a cui risponde | Cosa guardare ogni mese |
|---|---|---|
| Contenuti | Quali post funzionano? | Interazioni, clic, commenti di persone in target, non solo il totale delle reazioni |
| Follower | Chi mi segue? | Ruoli, settori, dimensione aziendale, provenienza dei nuovi follower |
| Visitatori | Chi guarda la pagina? | Ruoli e aziende dei visitatori, clic sul pulsante |
| Presenze nelle ricerche | Con che parole mi trovano? | Parole diverse dal nome dell’azienda |
| Concorrenti | Come vado rispetto agli altri? | Nuovi follower e interazioni a confronto |
Sui concorrenti c’è un limite da conoscere: con la pagina gratuita, la sezione Concorrenti mostra i dati di un solo concorrente; con Premium Company Page fino a nove. Per una PMI spesso basta: si sceglie il concorrente più vicino e lo si confronta nel tempo.
Nel B2B la metrica più utile non è il numero di follower ma la loro composizione: guarda la ripartizione per ruolo e settore e chiediti se assomiglia ai tuoi clienti.
Un esempio, con numeri inventati a scopo di esempio: in tre mesi la pagina passa da 412 a 520 follower, 70 dei nuovi arrivano da aziende del settore giusto e i caroselli tecnici portano il doppio dei clic sul sito rispetto ai post sulle fiere. Decisione: più caroselli tecnici, fiere raccontate in meno post.
Come si costruisce un piano di 90 giorni?
Si divide in tre mesi: il primo per sistemare la pagina e preparare i contenuti, il secondo per pubblicare con regolarità, il terzo per leggere i dati e correggere. Novanta giorni bastano per capire cosa funziona, non per giudicare il canale.
| Periodo | Cosa fare | Risultato atteso |
|---|---|---|
| Settimane 1-2 | Revisione completa della pagina: slogan, descrizione, sezioni, pulsante, immagini. Scelta di 4-5 filoni. Interviste a vendite e assistenza | Pagina completa, elenco di 20-30 idee |
| Settimane 3-4 | Primi 4-6 post, almeno un documento e un video. Inviti a seguire la pagina ai contatti in target. Messaggio interno ai colleghi | Calendario partito, prime reazioni |
| Mese 2 | 2-3 post a settimana con formati alternati. Prima uscita della newsletter se la pagina ha i requisiti. Un evento se c’è una fiera o un webinar in vista | Ritmo stabile, primi dati affidabili |
| Mese 3 | Lettura delle analytics: filoni e formati che coinvolgono le persone giuste. Si tagliano quelli deboli, si raddoppiano i migliori | Piano per il trimestre successivo basato sui dati |
Gli inviti a seguire la pagina meritano una riga in più: la pagina riceve ogni mese dei crediti per invitare i collegamenti degli amministratori, condivisi tra tutti gli amministratori; quando un invito viene accettato, il credito torna disponibile. LinkedIn sta cambiando il numero di crediti, quindi controlla il saldo nella vista amministratore. Invita clienti, prospect e persone del settore, non tutta la rubrica.
Errori da evitare
Partire dalla pubblicità con una pagina vuota. Chi clicca un annuncio guarda anche la pagina. Se è ferma da mesi, la campagna paga per mostrare un’azienda che sembra assente.
Pubblicare solo notizie aziendali. Premi, anniversari e strette di mano interessano a chi sta dentro l’azienda. Chi compra cerca risposte ai suoi problemi.
Aprire pagine vetrina senza contenuti per alimentarle. Ogni vetrina ha follower e analytics propri. Una vetrina ferma è una seconda pagina abbandonata.
Contare i follower invece di guardare chi sono. Pochi follower nel ruolo giusto valgono più di tanti a caso.
Usare trucchi per le interazioni. Dopo l’aggiornamento del feed del 2026, i post costruiti per strappare commenti e gli scambi organizzati di interazioni rendono meno.
Vuoi una pagina LinkedIn che lavori anche senza pubblicità?
Gestiamo la presenza LinkedIn di aziende B2B: revisione della pagina, piano editoriale, scrittura dei post, caroselli e video, risposte ai commenti e lettura mensile dei numeri. Partiamo sempre da un paio d’ore con chi vende e chi fa assistenza, perché le storie migliori sono già in azienda. Trovi il nostro approccio nella pagina dei servizi social media e contenuti e, per le aziende industriali, in quella dedicata al marketing B2B e industriale. Quando i contenuti funzionano, possiamo anche dargli una spinta con le campagne LinkedIn Ads, ma non è il punto di partenza.
Puoi prenotare una call con Federico oppure scriverci dal modulo contatti.
Domande frequenti
LinkedIn per aziende funziona senza fare pubblicità?
Sì, per farsi trovare, costruire credibilità e restare presenti nel tempo. Non sostituisce la pubblicità quando servono molti contatti in poco tempo. Una pagina curata rende anche più efficaci le campagne, quando arrivano.
Meglio la pagina aziendale o il profilo del titolare?
Servono entrambi. Il profilo personale in genere raggiunge più persone e crea relazioni dirette; la pagina è il riferimento ufficiale, quella che si trova cercando l’azienda. Il sistema funziona quando le persone riprendono i contenuti della pagina.
Quanti post a settimana deve pubblicare una pagina aziendale LinkedIn?
Almeno uno, con regolarità. Per la maggior parte delle PMI due o tre post curati a settimana sono un buon equilibrio tra presenza e qualità. LinkedIn indica che le aziende che pubblicano ogni settimana ottengono il doppio delle interazioni.
Quando conviene creare una pagina vetrina?
Quando una divisione o una linea di prodotto ha clienti diversi da quelli dell’azienda principale e abbastanza contenuti per pubblicare da sola. Le pagine vetrina hanno follower e analytics separati, quindi per un’azienda con un’offerta sola di solito è meglio concentrarsi su una pagina.
In quanto tempo si vedono i risultati?
In 90 giorni di pubblicazione regolare si capisce quali contenuti funzionano. Follower nel target e richieste di contatto arrivano di solito più avanti e vanno lette su sei-dodici mesi.
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